Philip Kotler ci svela il futuro del marketing!

Le nuove generazioni sono molto più attente ai problemi e ai valori umani, è necessario spostarsi dal marketing 2.0 verso il nuovo 3.0, puntando sulle emozioni e su valori concreti.

Esperti di settore e studiosi di marketing si saranno chiesti, almeno una volta durante la loro attività quotidiana, le evoluzioni che ci sono state, ci sono e ci saranno nel loro campo. Philip Kotler è per molti il guru del marketing moderno e attraverso un suo recente articolo fornisce nuovi spunti e un panorama molto interessante, ricco di opportunità ma anche di errori da evitare.

In principio il marketing era inserito come supporto dell’area vendite; numerosi operatori del settore utilizzavano questo prezioso strumento solo come un plus per attirare il proprio cliente.

Marketing non è vendita

Vi starete chiedendo: e il consumatore? per Kotler, è scorretto ridurre le scelte di un individuo ad una persona che cerca solo di massimizzare l’utilità del proprio portafoglio.

Soluzione: partire dal concetto che i consumatori sono, prima di tutto persone con dei pensieri, gusti ed emozioni.

Il primo obiettivo è quello di costruire un marketing avanzato, che studi in modo approfondito i desideri. Bisogna sempre chiedersi perchè una persona sceglierebbe un prodotto al posto di un altro: ad oggi non è sempre il prezzo a fare la differenza.

Prima il prodotto o prima il marketing?

Diverse imprese prima studiano i prodotti da inserire sul mercato e poi interpellano il marketing su come lanciarli. Un ritorno alle origini, dunque, con uno strumento utilizzato solo a supporto delle vendite. Il risultato è quello di avere prodotti cool, ma che non corrispondono a delle esigenze reali.

Soluzione: per Kotler, il marketing è ricerca, approfondita e di qualità.

Il marketing è sempre un’opportunità: supporta i brand nell’innovazione costante, crea prodotti e sceglie la migliore forma di comunicazione, adattandosi alle caratteristiche non solo fisiche ma anche esperienziali.

Sempre e solo social media?

Giusto comunicare, ma mai nel modo sbagliato. Diversi piani media vengono sviluppati senza porre attenzione ai tipi di prodotto, alle azioni dei competitor. Inoltre, molti brand percepiscono come unico mezzo di comunicazione i social media, ritenendo stampa e tv strumenti superati.

Soluzione: il pensiero di Philip Kotler ci suggerisce di utilizzare i social media come mezzo per supportare i media classici: dietro ad un piano di comunicazione ci deve essere un’analisi dei trend di settore, dei target e di quali strumenti e come vengono fruiti.

Ad esempio, i giovani guardano la televisione e, nel frattempo, twittano e condividono, i loro genitori sono più attenti alla carta stampata e interessati solo a certi programmi televisivi o website.

Il principio fondamentale è quello di porre sempre al centro di ogni azione il consumatore, come persona con comportamenti, desideri e abitudini non sempre prevedibili.

Se volete conoscere altri importanti segreti e trovare una soluzione a tutti le vostre domande, non perdetevi l’appuntamento con Philip Kotler, il 15 maggio presso la suggestiva aula magna dell’Università Bicocca. Potrete condividere i vostri pensieri, curiosità live attraverso l’hashtag #PKMF.

Fonte:ninjamarketing.it